Karoshi #15
Aprile 2026 / Chi saresti se non fossi chi sei
Ma che ne so io, che ne so io. Mi chiedono tutti cose ma non le so.
Io so solo che questo faccio, questo mi piace fare, questo so fare. Ma in un mondo ansiogeno è dura godersi i fumetti. Non puoi eliminare il contesto dal contenuto, prenderne atto sì. L’inconscio collettivo è pestato a sangue ogni giorno, lo sentiamo, è una ragnatela bagnata e tesa che emana vibrazioni sinistre, ma comunque regge e ci fa dire: le storie ancora qualcosa valgono e il raccontarle è ancora una meraviglia e una necessità e un privilegio e un onere.
Che poi, la sorpresa di scoprire che ciò che ami - a fronte di uno sforzo immane - può anche tenerti in vita è pazzesca. E quando realizzi hai voglia di correre a fare qualcosa, una cosa, qualsiasi cosa.
Se sono un autore di fumetti, se vivo di questa vita lo devo certo al fatto che sono un maschio bianco cis abile, dal contesto fortunato, da mamma e papà che mi hanno cresciuto come si deve, dagli insegnanti che ho trovato lungo la strada, al discreto culo che mi sono fatto.
Ma soprattutto lo devo a Mammaiuto.
Mammaiuto esiste dal 2011. Abbiamo scelto la via dell’autoproduzione per raggiungere i lettori direttamente, eliminando la presenza di intermediari: tutte le storie, le illustrazioni e le strisce prodotte sono disponibili sul nostro sito, www.mammaiuto.it, in lettura gratuita. Economia del dono, così la chiamiamo. La vendita dei volumi cartacei è finalizzata a sostenere il nostro lavoro autoriale e a finanziare l’associazione nella produzione di nuove storie. Di Mammaiuto fanno parte: Samuel Daveti, Laura Camelli, Claudia Razzoli, Francesco Guarnaccia, Lorenzo Palloni, Sara Menetti, Francesco Frongia, Giusy Gallizia, Alessio Ravazzani e Francesco Rossi.
Mammaiuto nasce come palestra, blog, diventa un sito e poi un luogo che è più casa che altro. Un posto dove puoi dire quello che vuoi come vuoi. Soprattutto quello che non diresti con un editore, che il 90% delle volte non capisce un cazzo e pubblica stronzate - e lo vediamo da come è ridotta l’editoria. Mi sembra fosse Stephen King che diceva: scrivere è sopratutto portare qualcuno nei posti dove vorrebbe andare ma non ne ha il permesso. Con Mammaiuto portiamo chi legge dove ci pare e scommettiamo che gli piacerà.
All’inizio nel collettivo eravamo 7, poi 11, poi qualche defezione, alla fine ora siamo 10, stabili. Siamo cresciuti insieme, al momento siamo vecchi - o ci piace dirlo perché gli altri poi dicano “nooo, siete ancora giovaniii”. No, no, siamo vecchi davvero, e meno male.
Un po’ di nostra parte l’abbiamo fatta - ma qui finiscono le buone notizie per i giovinastri. La cattiva notizia è che: ne abbiamo ancora altrettanta da fare. E siamo più bravi di prima. Ci vedrete un po’ meno alle fiere quest’anno, solo perché 1) a portare in giro sempre gli stessi libri ti dimentichi di essere un collettivo e pensi di essere un editore (cit. parafrasata da Daveti); 2) stiamo tutti cucinando libroni nuovi in uscita nel 2027.
Faremo una cosa grossa online che coinvolgerà chi ci legge che cambia un po’ le regole del gioco. Se leggete KAROSHI spesso ne parlerò qui, sennò state con le orecchie appizzate.
Questo per dire che siamo nel nostro quindicesimo anno di vita e lo celebriamo a Bologna, durante la BCBF, con Inuit e Maledizioni nella mostra HOT POT, che fa parte della Sparkling Night. Inaugura il 14 aprile (martedì prossimo). Fateci un salto, ci sono dei bei pezzi.
A questo giro, da leggere su Mammaiuto: Cantico dei Complici. Mia storia breve fatta nel 2021, in onore del nostro decennale: dieci personaggi da ammazzare, dieci anni al gabbio, dieci vignette per pagina. Fa parte del nostro antologico Dieci. Dieci storie, dieci autori, dieci pagine a dieci euro, con cover pazzesca di Margherita Morotti.
Della Revue da leggere Il Caso ENI di Matteo Garavoglia, disegnata da Riccardo La Bella, sviluppata in collaborazione con Recommon. Sempre attuale, oggi più che mai. E prima storia di quel drago assoluto che è Riccardo - vicino ad essere il Fumettista Perfetto, se già non lo è.
Di Maestri di Niente è uscito ieri su tutte le piattaforme l’episodio girato a Bookpride con Isotta Santinelli. Uno dei più divertenti finora. Parliamo di Drago Droga e di C’Era Una Volta in America. Isotta ospite fuori scala. Grazie a Federico Vergari per l’occasione e la sbatta.
IMPORTANTE: venerdì 10 aprile alle 19h00, ci vediamo a Milano, alla Biblioteca Sormani in Corso Di Porta Vittoria 6, con Martoz - che da inviato durante i primi live ha fatto il salto ed è diventato ospite. Non mancate che il pagliaccio è bello e bravo!
Cosa leggiamo questa settimana di prosa? Allora, io sono un fan di Georges Simenon, storyteller PURISSIMO, quasi inarrivabile (solo l’amico Fréderic Dard l’ha quasi equivalso). Ma sono un fan duro dei suoi libri autoconclusivi e potentissimi, meno di Maigret, che era sempre lavoro alimentare e si notava. Eppure Il Cane Giallo è uno dei più famosi in assoluto della produzione di Simenon, e a ragione. Lo equivalgo a Il Cane di Terracotta di Andrea Camilleri. Sempre cani ci sono, il mistero intrigante, intreccio pazzesco, e l’ultima frase del libro è caricata così bene (fin da pagina 1) che mi ha fatto scendere una lacrima. Magnifico, schietto, impeccabile.
Da ballare, una roba bizzarra e oscura da uno dei miei cantautori preferiti, quel marcione cotto di Baxter Dury. Con Schadenfreude la cassa in quarti ti butta nel vicolo più vicino, ti pesta e ti frega telefono e portafogli al ritmo di sonorità anni ‘80. Come tutti i combattimenti: è un balletto a due, ma solo se provi a difenderti.














