Karoshi #21
Maggio 2026 / Faccio gente, vedo cose
Eh, ma figuriamoci, fra il mese scorso e la fine del prossimo avrò preso qualcosa come dodici aerei. Lontano dal frequent flyer ma insomma è una buona media.
Nel volo di andata per la vacanza in Irlanda il signore del posto 15D, dall’altro lato del corridoio, ad un metro da me, si presenta con La Lettura. Era il primo maggio, ne La Lettura era ancora pubblicata “Guerra Freddura”. Il signore sfoglia distratto l’allegato del Corriere, legge un pezzo, si sposta su un altro, ci rimane ma non abbastanza per leggere davvero qualcosa. Poi si ferma sulla mia storia. Non mi era mai capitato che qualcuno leggesse una mia storia con me nei pressi - se non richiesto e, sì, sul treno andando via da Lucca Comics, ma lì è facile.
Ero sicuro avrebbe saltato la storia. Non era proprio il tipo. Un signore sulla sessantina, sportivo, con uno zainetto agile, diretto a Dublino. Non una persona che diresti: legge fumetti autoriali con una gabbia strana, compressa, di difficile lettura. E invece, oh: se l’è letta tutta, dall’inizio alla fine, con tanto di espressione di apprezzamento finale.
Questo per dire: non sai mai dove arrivano e a chi arrivano le cose che fai. Farle è l’unico modo per fare in modo che esistano. Scegliere di fare, sempre, è una carica non indifferente per il l’amor proprio e che non ti deluderà mai. Mi fa molta paura il pensiero di essere deluso da me stesso. È capitato e ha sempre riguardato il non agire, il non fare, il non attivarmi in tempo.
Parola d’ordine: fare, sempre e comunque, e prima che puoi, perché okay il tempo ma non ce n’è davvero così tanto.
E no, al signore non ho detto niente. Siamo atterrati a Dublino, siamo scesi e siamo andati in direzioni diverse. Spero davvero gli sia piaciuta e che gli abbia lasciato qualcosa.
Avrei da parlare di Irlanda, Bref, Salone del Libro, Trapani Comix, la pubblicazione de I Supereroi della Ricerca con Mammaiuto e Comicon. Mi sa che alcuni KAROSHI venturi saranno poche chiacchiere e molte foto.
La stagione delle fiere, sapete.
Intanto, dal Salone, così, a caso, un resoconto di un incontro sul graphic journalism con Lorena Canottiere e Andrea Serio, moderati da Jacopo Masini e un pezzo di un incontro allo stand CSVnet, in combo con Martina Toppi, Ste Tirasso,
Questo weekend mi trovate al Coconino Fest 2026, che si tiene a Ravenna dal 30 maggio al 2 giugno, con una anteprima il 29 giugno e le mostre al MAR (Museo d’Arte della Città di Ravenna) che rimarranno aperte al pubblico fino al 5 luglio. Io arrivo il 31 maggio e faccio una cosa bella:
Un altro talk moderato dalla Revue sarà l’1 giugno. “Ore 18h00, Fuori Dalle Gabbie, con ZUZU e Simone Montuschi, presidente di Essere Animali. Conduce: Massimo Colella”.
Da leggere su Mammaiuto, l’ultimo episodio di Bottomless Wonders, biografia a fumetti su Benoît Mandelbrot in quattro parti, pubblicata due anni fa per la rivista Archimede. Poi riprendiamo anche Il Premio.
De La Revue niente da leggere ma è cominciata la prevendita del numero 17, adesso in stampa, che ha la copertina clamorosa che vedete qui sopra, disegnata dal maestoso Benoît Hamet. Preacchiappatevelo! Sarà un altro numero bellissimo.
Di Maestri di Niente è online la nuovisssssima puntata dove parliamo della struttura narrativa e dei segreti di scrittura della serie TV Andor (dall’universo Star Wars), creata da Tony Gilroy e del fumetto La Bestia scritto da Zidrou e disegnato da Pé (rivisitazione dark del celebre Marsupilami). Come si costruisce una quando il finale è già scritto?
Da leggere, visto che ne parlo questo weekend a Ravenna: Gaza Attraverso lo Schermo di Mazen Kerbaj, Coconino Press. Una raccolta di vignette, illustrazioni e intuizioni grafiche quotidiane sul genocidio che sembra non voler finire. Un viaggio dolente nei primi mesi di quest’atrocità, che risuona di un presente più muto e sordo, ma altrettanto feroce. Uno schiaffo continuo e necessario.
Da ballare All Those Moments remixato da Marek Hemmann, un raggio di sole che spunta dalle nuovole veloci e ti scalda mentre il vento soffia più fresco del previsto e ti fa venire brividi che te interpreti nel tuo dramma interiore come morte. Pensavi che aver lasciato a casa il golf fosse una buona mossa, ma il cielo si è fatto brutto all’improvviso e fra te e te pensi che congelerai. Quel raggio di sole però ti scalda e sai che tutto finirà bene - più o meno. Elettronica chill ma caldina.
Perfetta per quello sta arrivando.








Un esperienza decisamente simpatica…hai fatto bene a non palesarti
eh, questo Benoît... Bravino! ;)