Karoshi #28
Luglio 2026 / Ricordami a rate
L’importanza dei classici è un discorso spinoso, che si lega alla cultura scolastica. Io da ex studente di liceo classico guardo ai classici come i siparietti di Berlusconi da Santoro: una merda, “ma quanto ci siamo divertiti” (cit).
Il pensiero migliore a riguardo è quello di Umberto Eco in una lectio piccola ma colossale del 2002, seguito da una un po’ più edgy di Massimo Cacciari ma altrettanto interessante. Si parla di canone letterario, di necessità di crearsene uno proprio, di ricordi presi in prestito alle storie che leggiamo, ricordi a rate.
Neanche Altan sa essere così sincero e fulmineo.
I diritti sulle opere però scadono, e ad un certo punto diventano di tutti. A parte per la Disney, la regola vale per ogni produzione umana: la scadenza legale del copyright e’ a 95 anni, allo scatto del novantaseiesimo anno, tana libera tutti. Quindi a gennaio 2026 sono entrate nel pubblico dominio tutte le opere pubblicate nel 1930. Personaggi e storie prodotte o registrate in quell’anno potranno essere riprodotte - su pagina, palcoscenico o schermo - senza chiedere il permesso agli eredi degli autori e a fini commerciali.
il Falcone Maltese, di Dashiell Hammett;
le prime versioni del cane Pluto e di Betty Boop
il film L’Angelo Azzurro con Marlene Dietrich.
Mentre Morivo di William Faulkner
il primo romanzo della serie Miss Marple di Agatha Christie, Assassinio Nella Canonica;
i primi quattro romanzi della detective teen-ager Nancy Drew.
Le registrazioni sonore diventano di pubblico dominio dopo 100 anni, ‘liberando’ così i successi del 1925 tra cui:
Nobody Knows the Trouble I’ve Seen di Marian Anderson;
St. Louis Blues di Bessie Smith con Louis Armstrong;
Georgia on My Mind di Stuart Gorrell e Hoagy Carmichael;
Dream a Little Dream of Me;
I Got Rhythm, I’ve Got a Crush on You, But Not for Me and Embraceable You - tutte di Ira e George Gershwin:
Sul fronte cinema, un paio di gemme:
la versione del 1930 di Niente di Nuovo sul Fronte Occidentale;
Animal Crackers dei Fratelli Marx.
Il vero classico è quello sempre contemporaneo, in qualunque punto del tempo tu lo fruisca. Certo, se sei autore e se vuoi fare tuo un certo classico, rimasticarlo e rigurgitarlo con la tua versione senza pagarci nemmeno i diritti, mica male. La libertà di lavorare su classici che risuonano di presente è lancinante e la consiglio a chiunque voglia entrare nel mondo del racconto - anche che ci voglia restare. Di qualsiasi medium si parli, l’adattamento è una disciplina raffinata e potente, che se fatta bene esplora il classico, lo aggiorna, lo rende potabile agli anni che si vivono.
Ma come diceva Eco: ognuno ai suoi classici e non dovremmo imporli, ma permettere di coltivarli.
L’estate della crisi climatica al tempo dei concerti: sabato scorso l’amico Caparezza, ieri Rancore / Danno / Noyz Narcos al Flowers di Collegno, poi da stasera a venerdì al Mengo Fest di Arezzo. Mi piace bazzicare mondi non miei dove sbircio il lavoro di altri storytellers e stringo legami e rubacchio idee, stimoli e felicità. Ormai mi becco con Capa più che con mia mamma, visto che è entrato con una spallata nel mondo del fumetto, e con Rancore ci conosciamo da anni, tanto che gli ho fatto le tavole per il video di Underman.
Le heat waves a tanto ci fanno rinunciare, ma non ai concerti d’estate. Certo, fino a che non ci troveremo ad essere grigliati per un fugace sguardo a Patti Smith...
Da leggere su Mammaiuto: la mia storia breve I Sassi, una storia minuscola, due pagine, un casino emotivo, una sudditanza, una ferocia, un’atmosfera che volevo catturare. Unione di due momenti di ispirazione: uno vissuto in Liguria nell’estate 2024 e a settembre dello stesso anno mentre mi toglievano un dente del giudizio, a Firenze.
Della Revue: l’anteprima di Nell’inferno di Gaza, un’inchiesta a fumetti realizzata da Polyne Gabinari e Nicoby, che abbiamo tradotto dalla rivista francese Topo. Il protagonista è Haidar Ghazali, giovane poeta Palestinese sfuggito al genocidio grazie a una borsa di studio assegnatagli dall’università di Macerata. (Per leggere il seguito ordina il numero 17 sul sito della Revue).
Di Maestri di Niente: l’intervista alla super fumettista e illustratrice Bianca Bagnarelli. Con lei esploriamo Il mondo di ieri di Stefan Zweig e il fumetto Susceptible di Geneviève Castrée. Due opere potenti e indimenticabili, che ci raccontano la fine della Belle Époque e il dramma intimo di una famiglia disfunzionale. La puntata è stata registrata ad aprile durante lo ZIP!ComicsFest alla Scuola Internazionale di Comics di Milano - festival al primo anno, già pazzesco, per il cui invito ringraziamo Giulia e Martoz!
Da leggere: Lost At Sea di Bryan Lee O’Malley - l’autore di Scott Pilgrim. Un libro risalente a quando O’Malley aveva 24 anni, con tutte le ingenuità e pastosità del caso. È comunque un libro piccolo e divertente sull’ansia sociale e sui traumi degli affetti, che stupisce per sintesi e iconicità - quando la sintesi è rendersi conto di bastare a sé stessi e agli altri e ci vuole coraggio per averne.
Da ballare: quella grandiosa corsa in una giungla di neon, cemento e tamarritudine che è il remix di Tiësto di Pappillon degli Editors. Se ti concentri abbastanza e balli per la quantità giusta di ore il tuo corpo comincia a produrre ketamina e niente è più come prima. Sudore aspro, il cuore che pompa acido da batteria nei muscoli, la realtà più lenta del tuo corpor. Pezzo devastante, per tutte le stagioni - ma per questa, che è la più calda di sempre, anche di più.






Ah ho letto la storia breve I Sassi su Mammaiuto, molto carina. Come sempre un ottimo storytelling, c'è sempre da rimanere affascinati sulle tue tavole.
Ehi vero, le tue tavole sul video… non hai mentito, insomma 😜 minuto 1:18 c'è roba tua, no? Ma anche gli schizzi dell'auto etc al 1:51?
Mai sentito parlare del Falcone Maltese, ma sembra fico (e bel nome!) - vale la pena?
Curiosità: ma l'hai visto il "topolino" tirato dentro nel mondo di Savage Dragon (di Erik Larsen, ma tanto so che conosci)? 😏Super perverso e sempre eccitato, giusto per capirci.
Dai, sto Pappillon non è male - non è il mio genere, ma magari per andare a correre funziona.
Ma tu disegni in piedi..? Hai parlato di sudare e produrre ketamina e ho pensato che ti dessi la carica, con la musica, prima di metterti davanti al tavolo da disegno.