Karoshi #29
Luglio 2026 / Sappiamo dove abiti
[Ultima puntata della stagione. Lunghetta: prima svarione, poi preview di fumetti, poi consigli e in fondo news di servizio.]
Ma insomma che pensare di una narrazione così, che affiora dai social network morbidi, affabili, endorfinici, confermatori, gaslightanti, e che ti porta ad ignorare le necessità strutturali di un sistema per ora in scacco di un manipolo di miliardari che ci fanno lavorare - anche se in linea molto molto molto teorica potremmo non farlo, grazie ad un bel reddito universale che i tech-fascio-bros che governano il pianeta non permetteranno?
Una narrazione che rifiuta la fatica, non solo il lavoro. E in questa cornice depressiva, per me è un onore infinito poter vivere di fumetto fino alla prossima guerra mondiale, mentre al momento sto surfando su un’aberrazione storica di privilegio, e nel farlo mi impegno.
Eppure: la caccia comincia quando meno te lo aspetti e finisce veloce, con il primo morso.
Riconoscere che la vita del 90% degli 8,3 miliardi di persone che popolano questo pianeta sia un incubo o come minimo altamente infelice è un atto di onestà che ci permette di conoscere il mondo in cui viviamo, di accettare la sua ingiustizia, la nostra piccolezzza, la nostra infinita inadeguatezza, e a guardarci allo specchio senza sputarci in faccia.
Non privilegio inteso come senso di colpa cattolico, da auto-fustigazione; ma come riconoscimento di disequilibrio - di cui siamo contraddittoria risultante biologica - e controazione di vaga riconoscenza nei confronti di una fortuna o di un karma che ci ha messo nella parte giusta del mondo, con la pelle giusta, con l’identità sessuale giusta, nel momento storico giusto, nello stato semi-democratico giusto, nella famiglia giusta. Un’inanellamento di casi fortuiti e magnifici, che ci permettono di vivere meglio di quanto l’umanità abbia mai sperato in 40000 anni di evoluzione bio-sociale.
Vivere è fortuna, morire è malasorte, diceva uno dei miei mentori. È davvero tutto qui e va ammesso, ingoiato e fare quello che si può per lasciare questa bellissima palla di fango spaziale un po’ meglio di come l’abbiamo trovata.
Non sembra ci stiamo riuscendo ma si parte da qui: dal riconoscere le differenze di visione della vita, con alla base il nostro privilegio, la cui individuazione è un dovere; impegnarsi perché la vita per noi è un po’ più bella che per gli altri, è il minimo sindacale.
Mentre io sono a fare i fumetti il sistema va avanti perché milioni di persone ai margini di universi di scelta devono sopravvivere, procurarsi pasti e un tetto sulla testa, lavorano in fabbriche lovecraftiane solo per arrivare a fine giornata prostrati dai dolori di un corpo asservito solo alla sopravvivenza - ma le risorse e le chance di istruzione che sono state messe loro davanti gli hanno permesso di arrivare solo dove il sistema ha permesso loro di farlo. Se abbiamo tanto lo dobbiamo a chi ha poco o niente - ed è colpa del sistema. Potremmo avere tutti quanto basta, invece lo sbilanciamento porta qualche centinaio di persone ad avere più benessere di quello che miliardi di persone hanno.
Il sacrificio inconsapevole di queste persone mi porta a voler fare meglio e con più volontà cazzate come i fumetti e di vivere bene e al massimo della mia realtà emotiva, almeno in nome di chi non può farlo. La vita è bella, per chi può permetterselo. Questo è il nostro mondo fino a che non faremo niente per cambiarlo, perché sicuro come la morte non cambierà da solo. Luigi docet.
Viviamo in un mondo fisico, siamo animali sociali: siamo quello che siamo - ma siamo soprattutto quello che facciamo, per noi stessi e per gli altri.
Eppure di cose ne ho imparate in quest’anno di KAROSHI.
Che amo fare fumetti, questo già lo sapevo.
Solo per una serie di fortuite occasioni e mosse del destino è mio lavoro.
Ho imparato però che la fatica è un vettore: il passeggero è il mio tempo che uso per fare quello che amo, che faccio in continuazione a 38 anni con una cazzimma maggiore di quando ne avevo 18.
Se non è amore questo, non so cosa lo possa essere.
Il mondo cade a pezzi ma farò quello che posso per renderlo più a misura di quello che amo, perché è la cosa giusta da fare, per le persone come me - e perché no, anche perché io possa continuare a farlo.
La caccia è in una foresta fitta, quello che ti rincorre e l’amore per quello che farai anche mentre fuori oltre la radura c’è l’Apocalisse, consiglio a tutte e tutti di fermarsi e farsi s b r a n a r e.
Il 2027 sarà un anno importante, dove di roba mia ne uscirà fin troppa, fra Francia e Italia. Qualche occhiata ai libri in uscita l’anno prossimo - nonostante la situazione editoriale generale sia bislacca, appesa, nebbiosa:
Opaline, sceneggiatura mia, disegni di Giusy Gallizia.
Cogas, sceneggiatura mia, disegni di Alessandra Marsili.
Top Notch, sceneggiatura mia, disegni di Miguel Vila.
Il Premio, disegni miei, scritto da Samuel Daveti - intanto da leggere tutto gratis su Mammaiuto.
Poi ve ne parlo meglio.
Si lavora intanto anche per il futuro. Dossier, presentazioni, progetti: una tavola da Egida, scritto Davide Longo.
Da leggere su Mammaiuto, L’Appeso, storia rabbiosa che proviene da qualche mia parte antica tra lo stomaco e il buco dell’anima, fatta di getto dopo il suicidio di un collega d’oltreocenano e la relativa reazione sui social alla sua morte - che mi ha portato ad abbandonare Facebook definitivamente e capire molte cose di come comunichiamo oggi e di che mondo stiamo costruendo.
De La Revue, questo estratto dalla storia Le Sentinelle del Clima di Alice Facchini e Fiordip, pubblicato nel numero 17, storia necessaria che magari vi convince a comprare il volume e ad abbonarvi!
E appunto, raga, abbonatevi alla Revue, tutto costa sempre di più e abbiamo sempre più bisogno di passaparola e di abbonati. Regalate abbonamenti, fateveli regalare, regalate numeri singoli, fateci giungere là dove nemmeno la pubblicità che non possiamo permetterci ci farebbe arrivare.)
Da vedere di Maestri di Niente: l’episodio registrato live al Comicon di Bergamo 2025, con ospite il grande Sommobuta. Abbiamo parlato di Tatsuki Fujimoto e di tutte le sue opere: da Fire Punch a Chainsaw Man. Davvero una puntatona, super interessante con degli highlights molto spassosi.
Da leggere in prosa: L’Uomo Verticale di Davide Longo, uno dei miei scrittori italiani preferiti in assoluto - e sì è lo stesso con cui sto facendo il progetto Egida (ne parlavo poche righe sopra). Raramente ho letto qualcosa di così spietato. A memoria: Sputerò Sulle Vostre Tombe di Boris Vian e I Cariolanti di Sacha Naspini. In questo libro: il mondo come finirà, piano, un pezzo alla volta, con tutta la crudeltà di cui la natura umana è capace. Devastante perché inconsciamente più realistico di molti altri racconti distopici. Forse la punta di diamante della produzione di Davide, ma mi riservo di leggere il suo prossimo. Intanto
Da ballare: chiudiamo in grezzezza. Eins, Zwie, Polizei di EuroDJ, featuring Mo-Do. Summa vulcanica di eurodance a cassa drittissima, musica da giostra ma con un’epica irresistibile, effettacci da supermercato che ti portano con la mente a ballare in soppalchi deserti e umidi, in ville stantie dove fai urbex, di notte in store Ikea chiusi, in ospedali abbandonati - insomma dovunque ma non dove dovresti essere. Hai 40 anni, vorresti il letto e una tisana, invece stai scuotendo le membra come un tarantolato mentre dei tamarri tedeschi fanno il culo a strisce all’anima tua. Per certi versi - molto bislacchi e unici - capolavoro.
Fatto tutto, KAROSHI si prende due mesi di pausa, ci risentiamo ad autunno scattato, l’1 ottobre, e la newsletter diventa bisettimanale.
È estate, per dio! Si va al mare! Si nuota! Si prende il sole! Ci si spacca di cocomero! Non so ancora cosa ne sarà di me ma l’estate è una certezza, proprio come i fumetti che si continuano a fare, ma il cocomero è ancora più certo. Da oggi stacco tutto, chi mi vuole mi scrive in mail (ma rispondo a settembre).
Da qui ad ottobre ci rivedremo, in ordine ai festival:
Bicomix 21-23 agosto, Bisceglie - con banchetto Mammaiuto/Revue;
AFA il 12 e 13 di settembre, Milano - con banchetto Revue;
Bombetta Fest il 20 settembre, al circolo ARCI Agorà a Cusano Milanino (MI) - con due interviste live di Maestri di Niente e il banchetto Mammaiuto/Revue;
Treviso dal 25 al 27 settembre - con una mostra importante in cui è coinvolta la Revue.
Fate i bravi, fate fumetti.













Perfetto outfit da disegnatore di fumetti:pigiamino e ciabatte!😄😍😍😍
Ehi ehi ehi… vivrai di fumetto per un altro bel luuungo po', credimi. 😉🙌🏻
(bellissimo il finale, "Fate i bravi, fate i fumetti" - ma infatti, facciamoli, i fumetti! I bravi non so 🤣😜)